"Ancora un pò"
Scrivemmo "Ancora un pò", prima canzone dei Favea, ispirati dal 3° album dei negrita "XXX" che vide la luce nel '97 vendendo più di 50 mila copie. Album più diretto dei precedenti sia per la musica che per i testi, venne registrato nel '96 a New Orleans. Noi i negrita li conoscemmo il Primo Maggio '97. Ricordo come se fosse ieri quel pomeriggio quando io ed il Raccuiotto davanti al televisore vedemmo per la prima volta l'esibizione del gruppo aretino. Restai affascinato dal modo di esprimere i testi in musica.Il cantante Paolo Bruni detto Pau si dimenava sul palco come un pazzo cantando << Far sesso nascosti in un cesso fumarsi una marlboro dopo l'amplesso...e altro che l'America, altro che la musica...ecc..ecc..>>; indossava una maglietta con "la scritta cup".C'eravamo talmente impersonificati in lui, anche per il fatto che quei pezzi l'avremmo voluti scrivere noi (quelli degli ultimi album un pò meno) che quando scoprimmo all'upim lo stock di magliette con quella scritta, non mi vergogno a dirlo, fummo tentati a comprarle.Qualche mese dopo Savo fece invece un acquisto migliore, comprò il cd originale. Ascoltammo a nastro l'intero album:...E intanto il tempo passa,..A modo mio...Sex...xxx...ho imparato a sognare...ecc..Dalla canzone "Lasciami dormire", scritta e cantata da Drigo (il chitarrista) prendemmo spunto per la nostra prima canzone. Gli accordi furono di un pezzo famosissimo di Ligabue. Il giro armonico era bellino e comunque non avevo altre alternative dal momento che erano gli unici accordi che avevo imparato fino ad allora. Iniziò cosi la lunga Produzione Favea. ...........(Axl)

......................................................cilmelio di "ancora un pò"
Una coperta di neve: da Novara
Da sotto una lunga coperta di neve, che tiri tiri ma non viene via, mando fuori una mano che saluta tutti quelli che stanno lontani da Favea, quelli che fanno le loro cose, quelli che cambiano strada, quelli che non ricordano, quelli che vorrebbero ma non possono, quelli che si farebbero un viaggio senza meta, quelli che hanno il raffreddore, quelli che si guardano intorno, quelli che sentono la mancanza ma a capire di cosa non gli riesce, quelli che un saluto lo vorrebbero tanto, quelli che un saluto per loro non cambia niente, quelli che si sentono indietro, quelli che si sentono sempre a metà strada, quelli che cercano sempre il nuovo perché a un certo punto perdono il segno, quelli che si sono laureati, quelli che vorrebbero scrivere romanzi ma solo così forse non si campa, quelli che devono reinventarsi una famiglia, quelli che cercano un lavoro per vivere un po' indipendenti, quelli che se potessero...,quelli che non vorrebbero, quelli che si sentono più giovani, quelli che hanno un chiodo fisso, quelli che gli ci vorrebbe un chiodo per fissare un momento una cosa...
SALUTO TUTTI QUELLI CHE SI FERMANO A LEGGERE, QUELLI CHE LEGGONO DI STRISCIO. UN SALUTO FINO A QUANDO LE NOSTRE MANI SI TOCCHERANNO DI NUOVO. savo


